Presenza sempre più inquietante al convento dei Cappuccini di Mesagne.

 

Con l’approssimarsi della fatidica data del 28 agosto 2012 e con essa del compimento del 500° anno dalla scomparsa di padre Giuseppe Maria Marcello di Tegnola Capaca (Pisa), detto fra Marcellino, gli episodi misteriosi, nel convento dei Cappuccini in Mesagne, si moltiplicano e con essi anche le testimonianze della gente che racconta di averne intravisto la figura. Pare che il vecchio monaco indossi un saio, come impone il suo ordine. Si aggiri per i corridoi del convento, al piano superiore, e si sporga dalle finestre che affacciano ad oriente dove resta in contemplazione. “Ma è questione di appena pochi secondi: quando si rende conto di essere osservato, fissa per un attimo chi lo guarda e poi scompare nel nulla” dice chi ha intravisto fra Marcellino.

Cataldo Antonio Mannarino (1568-1621), medico e filosofo – in una Mesagne della sua epoca davvero fiorente e ricca di personaggi illustri che, in quel periodo straordinario, la eleveranno a “capitale” della scienza, della cultura e dell’economia – entrò in possesso del manoscritto in guisa di diario, attribuito a fra Marcellino, in cui spiccavano lunghi tratti esoterici e la spaventosa profezia che si sarebbe compiuta a 500 anni dalla morte del fraticello. Il Mannarino accertò la prima profezia di fra Marcellino che trovò puntuale compimento nell’esplosione a Mesagne, come nel resto dell’Italia di allora, della peste bubbonica nel 1527-29 poi descritta da Epifanio Ferdinando (1529-1638) e provò a decifrare una seconda profezia che parlava della distruzione di Mesagne a seguito di un terremoto che sarebbe effettivamente avvenuto ma soltanto un secolo dopo: il 20 febbraio 1743.

Appare chiaro come, sia il Mannarino sia padre Giuseppe Maria Marcello di Tegnola Capaca (Pisa), detto fra Marcellino, fossero due esoterici – l’origine della parola esoterismo sta l’aggettivo greco esoterikos (interno), usato per indicare insegnamenti riservati a una cerchia ristretta di discepoli – e questo consentì al primo di interpretare, con successo, alcuni scritti del fraticello. Anche il Mannarino venne ben presto privato del profetico diario che, di nuovo, scomparse misteriosamente.

 

 

 

 

 

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