La Mesagne che SANTORO non “vede”… Quando il SERVIZIO è per una sola parte di PUBBLICO.

 

Carissimi,

visto ieri sera SERVIZIO PUBBLICO di Michele SANTORO su Cielo e TN, invece di protestare o offendermi per quanto di vergognoso è stato detto su Mesagne e Brindisi (davvero disdicevole!) ho pensato di scrivere e condividere qualche riflessione.

 

Per ridurre al minimo (non scomparirà mai!) la pulsione irrefrenabile della comunicazione scandalistica, nonché piena di pregiudizi, verso i fenomeni complessi della Questione Meridionale, e al fine di immunizzarsi dai professionisti della “mafia a tutti i costi”, serve partire da un’analisi di contesto priva di pregiudizi e serve fare progetti con obiettivi chiari e trasparenti!

 

Esattamente il contrario di ciò che ha fatto l’evanescente vestale

della suddetta trasmissione (Francesca…?) che, partendo da 3-4 testimonianze, raccolte a Mesagne, ha fatto di tutta l’erba un fascio, dando così il destro al suo Principale per “assestare il colpo mortale”!

 

Chi vuol costruire sa che si può fare bene, anche nel Mezzogiorno,

giorno dopo giorno, se si mettono in sinergia i 4 cardini del progresso che sono di fatto un quadrilatero virtuoso che va piantato nella terra e, soprattutto, nella testa e nella coscienza di ognuno di noi:

ISTITUZIONI (per le regole tese al Bene Comune);

RICERCA/FORMAZIONE (per le competenze e le innovazioni);

IMPRESE (per i prodotti ed i processi che generano occupazione);

CITTADINI (per essere al contempo destinatari e protagonisti).

 

Con questo semplice approccio, verificabile e funzionale, si scoprirebbe che tutte le Comunità che hanno problemi non riescono a mettere in moto i meccanismi che fanno funzionare quel quadrilatero, che è universalmente considerato come la base indispensabile per lo sviluppo sostenibile! Anzi, queste comunità finiscono per amplificare e consolidare le rendite di posizione, che vengono sempre e invariabilmente, intercettate dai “baronetti locali del sottosviluppo”, come appunto li definisce la stessa OCSE e l’UNIONE EUROPEA. Essi esistono al nord e al sud, ancorché in percentuali molto diverse: che l’Italia tutta abbia perso competitività, non è un mistero!

 

Fanno bene i giovani e i vecchi (io fra questi) a protestare per le ingiustizie: ma faremmo molto meglio tutti ad approfondire le cause di tutto ciò, cercando di trovare i vari metodi per arrivare al Bene Comune.

 

Alla giovinetta di Mesagne, che ha parlato dalla “balconata” nel suddetto programma televisivo, andrebbe spiegato che il futuro non le verrà garantito dagli slogan vuoti e stereotipati, né dai proclami e dai talk-show sulla legalità e sull’anti-racket.

Il futuro le verrà dalle competenze che avrà, dalla capacità di fare rete, dalla visione nel fare impresa e dalla capacità di portare innovazione e magari dal mettere gli interessi della comunità prima dei suoi. Stare nella legge, rispettarla sempre, non chiedere tangenti, non rubare, non uccidere, non imbrogliare, etc. etc. è la normalità dei comportamenti che ognuno di noi deve tenere in ogni istante della vita, dentro e fuori casa: non si tratta di risultati o di obiettivi della vita, bensì di metodi e comportamenti che sono sempre parte di noi stessi e quindi non ci devono mai abbandonare!

Fare le cose per bene, cioè essere onesto e pro-attivo nel fare il bene, deve quindi essere un metodo ordinario di comportamento di ognuno!

 

Chi spiega alla studentessa che i risultati concreti si ottengono se si legano in modo efficace, appropriato e sostenibile le competenze, l’operatività e la dimensione economica?

Acquisendo competenze e diventando operativi si può generare una dimensione economica, cioè il lavoro!

Chi spiega ciò, se non la famiglia, la scuola, gli istituti scientifici e magari la radio e la televisione, senza pregiudizi e senza partito-preso?

 

Un esempio di partito preso con diagnosi incorporata? Eccolo: dopo che un’ancella della TV, in missione speciale a Mesagne, aveva fatto riprendere la Piazza di Sant’Anna dei Greci (dove ha la casa Piccolo Dente, capo della SCU, in carcere a vita) e dopo un’intervista ad un settantenne sui generis  (30 anni di carcere alle spalle e padre di Ercole PENNA, pentito della SCU, SANTORO ha fatto la sua diagnosi precisa, tagliente ed inappellabile:

 

MESAGNE è MAFIOSA!

 

Più di qualche giovane – sentito ciò e considerato il clima di paura

che si è generato con la bomba di Brindisi, amplificato all’ennesima potenza dai sistemi multi-mediali – avrà giustamente pensato di intraprendere una delle vie migratorie che sono state già battute dai 700.000 (settecentomila) giovani che hanno lasciato la Puglia negli ultimi 10 anni, circa 70.000 all’anno.

 

Non avevo mai guardato finora la trasmissione “SERVIZIO PUBBLICO” e quindi mi sono sorpreso tale manipolazione dell’informazione da cui è scaturita la diagnosi di Michele SANTORO, un messaggio-condanna strappa-applausi che non risolve nulla. Infatti, non spiega le cause della disoccupazione e dei fenomeni criminali né offre spunti per poterle sperabilmente sconfiggere. E’ come se un medico – nel fare un’indagine epidemiologica su 28.000 persone, fatte due o tre domande a due o tre persone, ed ottenute le prime risposte che sono funzionali all’ipotesi che aveva costruito, a priori, dicesse ai rimanenti 28.000 cittadini: siete tutti MALATI ed anche MAFIOSI! In questo caso, si capirebbe tutti che il MALATO è il MEDICO!

 

Se non è malato, e di certo un ASINO, quanto ad approccio diagnostico, ma forse anche un po’ MAFIOSO che, invece della pistola, usa le parole che a volte pesano come le bombe stragiste! E la diagnosi stavolta sarebbe davvero corretta!

Cioè per fare il suo bene (l’applauso e l’audience!), fa il male di tanti (la denigrazione e il successivo scoramento), che di fatto è un ostacolo per i giovani di accedere alle “regole auree” e prepararsi per costruire un futuro, ora, con le proprie teste e mani!

 

E’ pur vero che c’è ancora tanta strada da fare, come pugliesi, per costruire dal basso una nuova cultura ed un futuro sostenibile, a partire dall’attenzione verso il bene più prezioso che abbiamo, il giovane capitale umano, a cui facciamo spesso del male.

 

E’ normale che il 90% dei pugliesi destini fuori regione il proprio 5×1000? Perché non si pone rimedio a tale comportamento autolesionistico, uno fra tanti?

 

Così, 24 milioni di € (su 27 milioni di € ricavabili in Puglia dal 5×1000) vengono sottratti ai nostri giovani e alle nostre attività di ricerca, di volontariato, di coesione sociale, etc. e vengono destinati ad altre regioni facendo bene sì, ma a loro, in solido ed in concreto!

 

In sintesi, con quel denaro di inseminazione rivolto al Bene Comune, si potrebbero acquisire competenze (ad es. più dottorati di ricerca) e si può evitare un danno economico di portata mostruosa, che al contrario potrebbe creare più valore per la comunità.

 

Partiamo quindi dalle cose semplici che sono nelle nostre mani (i progetti da predisporre in ogni ambito, a seguito di bandi pubblici, il 5×1000, l’innovazione sociale, l’investimento di valore sociale, etc) e dai comportamenti corretti e onesti che sono dentro di noi (i 10 comandamenti possono servirci come la tabellina di riferimento!), e poi di certo il buon senso farà crescere questa comunità attraverso la ricerca, la formazione ed i servizi di qualità che fanno emergere più facilmente il merito e le capacità acquisite!

 

Qualcuno poi proverà a spiegare al mitico SANTORO e alle sue vestali con i para-occhi che se non si fa ricerca (seria) e se non si attiva a tutti i livelli la formazione avanzata (pedagogica), non si potrà avere servizi (buoni) né pubblici né privati. E poi lui avrebbe il dovere di informare i Cittadini delle buone pratiche esistenti! 

 

Altrimenti si finisce per fare, magari inconsapevolmente, come fanno i BANDITI ed i RAPINATORI* che tolgono agli altri il buono o non fanno vedere (scotomizzano) quello che un paese fa di valido ed onesto (buone pratiche, dignità, onestà, speranza, progetti e programmi, etc. etc.) pur di fare bene a se stessi (affari con audience, pubblicità, popolarità, etc.) con i servizi scandalistici che fanno assai male agli altri, con la denigrazione.

    * Citazione da Carlo Maria CIPOLLA dal libretto “Allegro ma non troppo” rintracciabile su web.

 

Invece, nel caso di Mesagne, molti media si sono comportati come le vecchie sveglie che, caricate a molla, hanno suonano fragorosamente all’ora giusta per “cementificare” il male e non per prospettare il bene indicando ai giovani le vie per raggiungerlo!

 

Con affetto, nel giorno del 13° anniversario dell’ISBEM.

 

Alessandro DISTANTE,  Presidente dell’ISBEM

 

 

 

N.d.R.

Condividiamo appieno quanto espresso dal Prof. Alessandro Distante e, pur nell’indignazione di come è descritta Mesagne dai mezzi d’informazione, continuiamo nella nostra opera di costruzione del Bene Comune -così come tantissimi mesagnesi sanno fare- e confidiamo nel riscatto dei Giovani che amano il loro territorio e sanno come proiettarlo nel futuro grazie anche alla nobile visione di un istituto di ricerca come l’ISBEM che opera nel Mezzogiorno e, orgogliosamente, a Mesagne in particolare.

(Antonio Cortese e l’Associazione Culturale e Teatrale LI SATIRI)

 

 

 

 

 

 

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